Rivisto da FarmaciaDiTurno.it, Redazione · aggiornato il 24/10/2026
Che cos’è la visita oculistica
La visita oculistica è la valutazione clinica svolta dall’oculista, il medico specializzato in oculistica, detto anche oftalmologo. Ha lo scopo di:
- misurare la capacità visiva a diverse distanze;
- esaminare in dettaglio le strutture dell’occhio, sia davanti sia dietro;
- riconoscere, escludere o tenere sotto controllo malattie oculari e neurologiche;
- impostare, quando serve, una terapia medica o chirurgica.
In genere si distinguono due tipi di visita:
- visita oculistica generale, un controllo completo di prevenzione e monitoraggio dello stato degli occhi, con attenzione a difetti come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia;
- visita di secondo livello, un approfondimento mirato su una patologia già nota o fortemente sospettata, come glaucoma, maculopatia o retinopatia diabetica, spesso con esami strumentali avanzati.
Un cenno all’anatomia dell’occhio
L’occhio è formato da più strutture che lavorano insieme:
- la cornea, la parte trasparente anteriore, che contribuisce in modo importante alla messa a fuoco;
- l’iride e la pupilla, che regolano la quantità di luce che entra;
- il cristallino, la lente interna che mette a fuoco a distanze diverse;
- l’umor acqueo, il liquido che nutre cornea e cristallino e contribuisce a mantenere la pressione interna nei limiti;
- il corpo vitreo, il gel trasparente che riempie la parte posteriore dell’occhio;
- la retina, il tessuto nervoso che riveste l’interno dell’occhio e trasforma la luce in segnali;
- la macula, la zona centrale della retina dedicata alla visione fine;
- il nervo ottico, che porta i segnali visivi al cervello.
La visione si completa nel cervello, che elabora le immagini ricevute. Per questo la visita oculistica può intercettare anche alcune patologie del sistema nervoso.
A cosa serve
Una visita completa non è soltanto un controllo degli occhiali. Serve a valutare lo stato di salute degli occhi, a misurare l’acuità visiva da vicino e da lontano e a capire se ci sono difetti di refrazione. Permette anche di individuare in tempo malattie curabili che, se trascurate, possono causare una perdita permanente della vista.
Tra le malattie che la visita può intercettare ci sono:
- glaucoma, un danno progressivo del nervo ottico spesso legato a una pressione interna elevata, che riduce il campo visivo in modo irreversibile;
- degenerazione maculare legata all’età, che compromette la visione centrale;
- cataratta, l’opacizzazione del cristallino, causa frequente di vista annebbiata negli anziani;
- retinopatia diabetica ed edema maculare diabetico, danni ai vasi della retina dovuti al diabete, spesso silenziosi nelle fasi iniziali;
- retinopatie ipertensive, alterazioni dei vasi della retina legate alla pressione alta;
- distacco di retina, un’urgenza che può portare alla perdita della vista in poche ore;
- ischemia del nervo ottico, una ridotta irrorazione del nervo che causa la morte delle sue cellule e un calo della vista;
- strabismo e ambliopia, cioè l’occhio pigro, nei bambini.
La visita può anche far emergere segni oculari di malattie generali, come diabete, ipertensione, malattie reumatiche e autoimmuni, oppure alcuni tumori e malattie del sistema nervoso centrale. Per questo gli esami regolari danno al medico indicazioni utili anche sulla salute generale.
Quando fare una visita oculistica
La frequenza dipende da età, salute generale, fattori di rischio e sintomi. In assenza di problemi specifici, le linee generali sono queste.
Bambini
Nei bambini la diagnosi precoce serve a evitare che difetti visivi o un disallineamento degli occhi compromettano lo sviluppo della vista. In assenza di sintomi:
- entro i 3 anni è consigliato un primo controllo strutturato, utile prima dell’ingresso alla scuola dell’infanzia, per individuare strabismo, ambliopia, difetti di refrazione importanti o malformazioni;
- prima dei 6 anni è utile una nuova valutazione, prima della scuola primaria, per essere sicuri che la vista non ostacoli l’apprendimento;
- intorno ai 12 anni è opportuno un controllo, in una fase di crescita e di cambiamenti visivi;
- fino ai 14 anni è indicata una visita ogni uno o due anni, secondo le indicazioni del pediatra e dell’oculista.
Se compaiono segnali come uno strabismo evidente, un occhio che sembra sfuggire, mal di testa, la tendenza ad avvicinarsi molto a libri o schermi o a chiudere un occhio per vedere meglio, è opportuno anticipare la visita.
Adulti
- Fino ai 39 anni, senza fattori di rischio, un controllo ogni alcuni anni può essere sufficiente; in caso di familiarità per malattie oculari il medico può consigliare controlli più ravvicinati.
- Dai 40 anni, una visita ogni due anni: è l’età in cui spesso compaiono i primi segni di presbiopia e cresce il rischio di glaucoma.
- Dai 60 anni in su, un controllo annuale, per seguire più da vicino glaucoma, degenerazione maculare e cataratta.
In presenza di miopia elevata, familiarità per glaucoma, degenerazione maculare o retinopatie, diabete o ipertensione, oppure con l’uso di farmaci che possono interessare la retina o il nervo ottico, il medico può indicare una frequenza più ravvicinata, anche ogni 6–12 mesi.
Quando anticipare la visita
Oltre ai controlli programmati, è opportuno anticipare la visita in presenza di uno o più di questi sintomi:
- calo della vista improvviso o progressivo, in uno o in entrambi gli occhi;
- vista annebbiata o offuscata;
- macchie, puntini, filamenti, aloni o aureole nel campo visivo;
- una parte del campo visivo oscurata, come se ci fosse una tenda o un’ombra;
- lampi di luce improvvisi;
- difficoltà nella visione notturna o abbagliamento marcato;
- visione doppia;
- dolore oculare, arrossamento, bruciore persistente o lacrimazione eccessiva;
- mal di testa ricorrenti legati all’uso degli occhi;
- traumi che coinvolgono gli occhi.
In caso di diabete è raccomandata almeno una visita completa con esame del fondo oculare ogni anno, anche in assenza di sintomi, per diagnosticare in tempo la retinopatia diabetica. Se il calo della vista è improvviso e importante, o se c’è un dolore intenso, chiama il 112 o rivolgiti subito al pronto soccorso.
Come si svolge una visita completa
La visita si articola in più fasi, che permettono all’oculista di valutare passo dopo passo la funzionalità e la salute di tutte le strutture oculari. In genere dura tra 20 e 45 minuti: per un controllo di routine si aggira intorno alla mezz’ora, ma nei primi accessi, nei quadri complessi o quando serve dilatare la pupilla può durare di più.
1. Anamnesi
Il medico raccoglie le informazioni sulla salute del paziente: il motivo della visita e i sintomi riferiti, la storia oculare (occhiali, lenti a contatto, interventi, traumi, malattie note), le patologie generali come diabete, ipertensione o malattie reumatiche, i farmaci assunti, le abitudini di vita (fumo, alcol, lavoro al videoterminale, esposizione ai raggi UV) e le malattie oculari presenti in famiglia. Questa fase orienta tutti gli esami successivi.
2. Esame esterno
Il medico osserva il viso e l’area degli occhi: palpebre, posizione e allineamento dei bulbi, apparato lacrimale, congiuntiva, sclera e cornea visibile, oltre alla reazione delle pupille alla luce.
3. Acuità visiva e refrazione
Con le tabelle di lettere o simboli di dimensioni decrescenti, la persona legge prima con entrambi gli occhi, poi un occhio alla volta, con e senza occhiali o lenti. Il risultato si esprime in decimi, per esempio 10/10 o 8/10.
Per misurare miopia, ipermetropia e astigmatismo si combinano due metodi: l’autorefrattometro, uno strumento automatico che fornisce una prima stima oggettiva, e la prova con lenti, in cui il medico cambia progressivamente le lenti chiedendo quale combinazione dia la visione migliore. La prescrizione finale degli occhiali unisce le misure strumentali e la valutazione soggettiva. Nei bambini può servire un collirio che blocca temporaneamente la messa a fuoco, per una misura più precisa.
4. Lampada a fessura
La lampada a fessura osserva con forte ingrandimento le strutture anteriori dell’occhio e, con lenti particolari, anche quelle posteriori. Il medico controlla palpebre, film lacrimale, congiuntiva, cornea, camera anteriore, iride e cristallino. Con lenti aggiuntive valuta anche l’angolo di deflusso, importante per il glaucoma, il corpo vitreo, la retina e la testa del nervo ottico. È un esame indolore e non invasivo.
5. Tonometria
La tonometria misura la pressione intraoculare, cioè la pressione dei liquidi interni sulle pareti dell’occhio. I valori normali si collocano in genere tra 10 e 21 mmHg. Una pressione troppo alta è un fattore di rischio importante per il glaucoma, soprattutto se si accompagna a un danno del nervo ottico o del campo visivo. Esistono diversi tipi di tonometro, a soffio o ad applanazione: si esegue da seduti, con mento e fronte appoggiati, ed è rapido e, con le tecniche attuali, quasi indolore.
6. Fondo oculare
L’esame del fondo oculare permette di osservare il corpo vitreo, la retina centrale e periferica, la macula e la papilla ottica, cioè la parte visibile del nervo ottico. Di solito il medico instilla un collirio che dilata la pupilla, così da vedere più in profondità la retina, in particolare le zone periferiche. Durante l’esame illumina l’interno dell’occhio e chiede di guardare in direzioni diverse.
Permette di riconoscere o sospettare retinopatie, segni precoci di degenerazione maculare, alterazioni del nervo ottico, rotture o distacchi della retina ed emorragie. La dilatazione, però, può causare per due-quattro ore vista offuscata, soprattutto da vicino, e maggiore sensibilità alla luce. Per questo, nelle ore successive, è sconsigliato guidare o svolgere attività che richiedono una vista molto nitida.
7. Altri esami
Secondo il caso, l’oculista può prescrivere approfondimenti che completano la visita senza sostituirla. Tra i più frequenti ci sono la topografia e la tomografia corneale, l’OCT (tomografia a coerenza ottica, che produce scansioni ad alta risoluzione di cornea, retina e nervo ottico), il campo visivo computerizzato, la pachimetria corneale, la microscopia endoteliale e la biometria oculare, utile ad esempio prima di un intervento al cristallino. Nella visita di base vengono usati solo quando il quadro lo richiede.
Visita oculistica pediatrica
La visita pediatrica ha caratteristiche proprie. L’oculista lavora spesso insieme all’ortottista, il professionista sanitario esperto nella motilità oculare e nella visione binoculare. L’obiettivo è verificare che la vista si sviluppi in modo regolare e riconoscere in anticipo strabismo, ambliopia, difetti di refrazione, anomalie congenite di cornea, cristallino, retina o nervo ottico, oltre agli effetti oculari di malattie generali.
I test sono adattati all’età: si usano tabelle con simboli o figure, giochi visivi per valutare la fissazione e la collaborazione e, se necessario, un collirio per dilatare la pupilla. Non conviene aspettare la comparsa di segni evidenti, come un occhio chiaramente storto: molte alterazioni, se scoperte nei primi anni di vita, possono essere corrette o compensate con ottimi risultati, mentre una diagnosi tardiva può limitare il recupero.
Preparazione
La visita di solito non richiede preparazioni complesse, ma alcuni accorgimenti la rendono più utile e più comoda. La richiesta del medico non è obbligatoria per questa prestazione.
Cosa portare
- la documentazione oculistica precedente, come referti, esami strumentali e lettere di dimissione;
- gli occhiali che si usano di solito, per lontano e per vicino;
- l’elenco dei farmaci in uso, soprattutto se assunti per malattie croniche;
- l’impegnativa del medico di base, se la visita avviene tramite il Servizio Sanitario Nazionale;
- una lista delle domande o dei dubbi da sottoporre al medico, per non dimenticarli.
Lenti a contatto
Le lenti a contatto possono alterare temporaneamente la forma della cornea e interferire con la misura della refrazione o con alcuni esami. In generale è consigliato non indossarle il giorno della visita e sospenderle prima per 2–3 giorni, se sono morbide o usa e getta, e per almeno 7 giorni, se sono rigide. Le indicazioni precise possono cambiare in base agli esami previsti: è meglio chiederle quando si organizza la visita.
Dopo la visita
Se durante la visita si usano colliri dilatanti, conviene evitare di guidare subito dopo, farsi accompagnare se possibile, portare occhiali da sole per proteggersi dall’abbagliamento e mettere in conto che per alcune ore leggere o lavorare al computer sarà più difficile.
Perché è importante controllarsi con regolarità
La vista è il senso attraverso cui riceviamo la maggior parte delle informazioni sul mondo. Proteggerla significa tutelare l’autonomia nella vita quotidiana, la sicurezza nella guida, nel lavoro e in casa, e la qualità della vita a ogni età.
Molte malattie oculari, come il glaucoma, la degenerazione maculare o la retinopatia diabetica, non danno sintomi nelle fasi iniziali. Quando compaiono disturbi evidenti, il danno può essere già avanzato e a volte irreversibile. La diagnosi precoce, resa possibile dalle visite periodiche, permette di intervenire presto, di conservare meglio la funzione visiva nel tempo e di ridurre il rischio di complicanze gravi. Inserire la visita oculistica tra i controlli periodici, accanto a quelli cardiologici, ginecologici o odontoiatrici, è un modo semplice per proteggere la vista nel lungo periodo.
Quanto costa
Quanto costa: nelle strutture sanitarie private in Italia da 45 € a 300 €, in media 111,36 €.
| Provincia | Da | Media | Fino a |
|---|---|---|---|
| Bergamo | 93 € | 116,96 € | 160 € |
| Bologna | 90 € | 115,03 € | 180 € |
| Firenze | 50 € | 87,10 € | 130 € |
| Milano | 77 € | 121,84 € | 208 € |
| Padova | 90 € | 118,89 € | 145 € |
| Pisa | 100 € | 104,17 € | 140 € |
| Roma | 50 € | 102,84 € | 200 € |
| Salerno | 45 € | 82,39 € | 100 € |
| Torino | 90 € | 121,87 € | 190 € |
| Verona | 110 € | 139,94 € | 178 € |
Domande frequenti
Ogni quanto fare una visita oculistica di controllo?
Dipende da età e salute. Nei bambini si consiglia un primo controllo entro i 3 anni e una visita ogni uno o due anni fino ai 14. Negli adulti senza fattori di rischio un controllo ogni alcuni anni può bastare fino ai 39; dai 40 anni la visita è indicata ogni due anni, perché aumentano presbiopia e rischio di glaucoma, e dai 60 anni è utile un controllo annuale. Con miopia elevata, familiarità per malattie oculari, diabete o ipertensione, il medico può chiedere controlli più ravvicinati.
In cosa consiste una visita oculistica completa?
È una serie di fasi che valutano la salute e la funzione dell’occhio. Si parte dall’anamnesi, poi si osservano palpebre e strutture esterne e si misura l’acuità visiva da vicino e da lontano, verificando anche i difetti di refrazione. La lampada a fessura esamina cornea, cristallino e camera anteriore, la tonometria misura la pressione interna e il fondo oculare, dopo la dilatazione della pupilla, controlla retina, vitreo e nervo ottico. Insieme permettono di diagnosticare o escludere la maggior parte dei problemi oculari, con o senza sintomi.
Quanto dura una visita oculistica?
In genere tra 20 e 45 minuti. Per un controllo di routine si arriva intorno alla mezz’ora, mentre la prima visita o i casi complessi possono richiedere di più. Se serve dilatare la pupilla, il tempo totale aumenta, perché il collirio limita la vista per alcune ore.
Qual è la differenza tra visita oculistica e visita ortottica?
La visita oculistica è svolta da un medico oculista e riguarda la diagnosi e la cura delle malattie degli occhi e dei difetti di refrazione. La visita ortottica è condotta da un ortottista, un professionista sanitario che non è medico: si occupa di valutare e riabilitare la motilità degli occhi e la visione binoculare, quindi strabismo, ambliopia e difficoltà di collaborazione tra i due occhi. Spesso i due specialisti lavorano insieme.
Quali sintomi suggeriscono di anticipare la visita oculistica?
Vanno presi sul serio il calo della vista improvviso o progressivo, la vista annebbiata, macchie, filamenti o aloni, una zona del campo visivo oscurata, i lampi di luce, la visione doppia, il dolore, l’arrossamento o la lacrimazione persistenti e i mal di testa legati all’uso degli occhi. Con un calo improvviso e importante o un dolore intenso, chiama il 112 o vai al pronto soccorso.
Quando fare la prima visita oculistica al bambino?
Il primo controllo strutturato è consigliato entro i 3 anni, perché a quell’età si possono individuare strabismo, ambliopia (occhio pigro) e difetti visivi importanti. Anche in assenza di sintomi conviene una nuova valutazione prima dell’ingresso a scuola. Se compaiono segnali come un occhio che sfugge o una storia familiare di malattie oculari, la visita va anticipata. Non bisogna aspettare un segno evidente.
Il collirio dilatante è sempre necessario durante la visita?
No. Per la sola acuità visiva, la pressione o le strutture anteriori dell’occhio spesso non serve. Per il fondo oculare, invece, la pupilla dilatata permette di vedere meglio la retina periferica, ed è la prassi in presenza di sintomi o fattori di rischio. Gli effetti, come fastidio alla luce e vista sfocata, durano alcune ore. Ci sono anche casi in cui il collirio è controindicato, come alcune forme di glaucoma ad angolo stretto, e la scelta spetta al medico.
Una visita oculistica può rilevare problemi alla retina?
Sì. L’esame fondamentale è il fondo oculare, che permette al medico di osservare retina, macula e nervo ottico e di riconoscere emorragie, edemi, atrofie, rotture o distacchi. Se si sospetta una patologia specifica si possono aggiungere esami più mirati: l’angiografia della retina, che studia la circolazione, e l’OCT, che analizza gli strati della retina con grande precisione.
Fonte
Redazione di FarmaciaDiTurno.it
Queste informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. In caso di emergenza chiama il 112.